Settori
Bioterrorismo e Perasafe

L'uso del PeraSafe come decontaminante nella guerra chimica e  biologica
I metodi per la decontaminazione degli agenti chimici utilizzati in guerra, che includono una varietà di composti organo-fosforosi ed organo-solforosi, sono ben conosciuti. Tuttavia, le formulazioni usate possiedono numerosi effetti indesiderati, incluso corrosività, infiammabilità e tossicità e sono inoltre in grado di intaccare alcuni tipi di rivestimenti protettivi come quelli usati per i raggi infrarossi.
Ad esempio, le formulazioni di ipoclorito sono assai corrosive e tossiche e la loro efficacia può essere compromessa dalla presenza di sporco o di altro materiale organico. Inoltre, l'uso di decontaminanti a base di ipoclorito, richiede spesso una energica azione di strofinamento per la rimozione e distruzione degli agenti chimici, una procedura che ne limita l'uso.

Gli agenti per la guerra chimica possono essere divisi in tre gruppi: Agenti Nervini, Agenti Vescicanti, Agenti Asfissianti.

Gli agenti nervini sono chimicamente affini ai pesticidi organofosforosi, cioè gli esteri organofosforosi.
I principali sono:
     GA ( Tabun, O-ethyl dimethylamidophosphorycyanide)
     GB (Sarin, isopropyl methylphpsphonofluoridate)
     GD (Soman)
     GF (cyclohexyl methylphosphonofluoridate)
     VX (O-ethyl S-diisopropylamonotheyl methylphosphonothiolate)

Gli agenti "G" tendono ad essere non persistenti, contrariamente agli agenti "V".
Alcuni degli agenti "G", possono essere trattati con addensanti al fine di incrementare la loro persistenza. A temperatura ambiente il GB è relativamente volatile e perciò non persistente. Il GD è anch'esso volatile, come pure il GA, sebbene in minor misura. Il VX è invece un liquido non volatile e quindi persistente.
Il GB viene assimilato principalmente per via inalatoria, il GF ed il GD attraverso inalazione e contatto cutaneo ed il VX principalmente attraverso la pelle, ma può anche essere inalato come gas od aerosol.

Gli agenti revulsivi o vescicanti, più che per uccidere, sono utilizzati per provocare incidenti, sebbene anche l'esposizione a tali composti, possa risultare fatale.

Gli agenti vescicanti comprendono:
     HD (Sulphur mustard, Yperite)
     HN (Nitrogen mustard)
     L (Lewisite, vescicante arsenicale usato in combinazione con HD)
     CX (Fosgene)

L'HD e l'HN sono i vescicanti storicamente più pericolosi, data la loro stabilità chimica e la loro persistenza. È inoltre possibile incrementare la loro persistenza dissolvendoli in solventi non volatili.

Gli agenti asfissianti attaccano e danneggiano i polmoni.
A questo gruppo appartengono:
     CG (Fosgene)
     DP (Difosgene)
     Cl (Cloro)
     PS (Cloropicrina)

Il fosgene è il composto più pericoloso di questo gruppo e l'unico ad essere considerato valido anche per il futuro.
L'acido peracetico, un forte ossidante, sarebbe molto efficace come reagente in grado di inattivare gli agenti usati nella guerra chimica. Tuttavia il suo uso è limitato dalla sua scarsa durata, dalla corrosività, dall'infiammabilità e dalle difficoltà di manipolazione e trasporto. Inoltre non può essere stoccato come equipaggiamento di emergenza, né facilmente trasportato nel luogo dell'incidente.

Tutti queste problematiche possono essere risolte con l'uso del PeraSafe, che genera un peracetico in-situ una volta addizionato ad acqua. Il risultato è una soluzione sicura, non corrosiva, non infiammabile e sicura per l'ambiente.
Le più importanti reazioni chimiche degli agenti nervini organo-fosforosi, coinvolgono direttamente gli atomi fosforosi. Il P-X è facilmente rotto da reagenti nucleofilici come gl'ioni idrossilici e perossidici. In sola soluzione acquosa, a pH neutro, gli agenti nervini si decompongono lentamente. L'uso di sistemi perossidici è in grado di produrre un efficace livello di nucleofili, con un pH inferiore, riducendo quindi i problemi di corrosione. Il risultato è un non tossico acido fosforico.

Agenti per la guerra biologica
Gli agenti biologici sono facili da reperire, sintetizzare ed usare.
La ridotta quantità che teoricamente è sufficiente per uccidere centinaia di migliaia di persone in un'area metropolitana, fa si che l'occultamento, il trasporto e la disseminazione degli agenti biologici, sia relativamente facile. Oltretutto, gli agenti usati nella guerra biologica, risultano difficili da rilevare e da proteggersi, considerato che sono invisibili, senza odore né gusto e possono essere diffusi silenziosamente. La disseminazione di tali agenti, può avvenire attraverso aerosol, esplosivi (sebbene la carica possa anche inattivarli) o con la contaminazione di acqua e cibo.
Le variabili che possono influenzare l'efficacia di un sistema di diffusione, includono la dimensione dell'agente, la sua stabilità in condizioni di disidratazione, i raggi UV, velocità e direzione del vento e condizioni atmosferiche.
La contaminazione della rete idrica, richiede una grande e poco realistica quantità di agente biologico, oltre alla sua introduzione nell'acqua dopo il suo passaggio nelle stazioni di trattamento. Per essere efficaci, i patogeni aerotrasportati devono essere dispersi in particelle inferiori ai 5 micron di diametro.
Una tecnologia a basso costo disponibile, potrebbe essere l'uso di attrezzature per la disinfestazione in agricoltura.
Il dibattito sugli agenti usati per la guerra biologica, si è sinora limitato al loro utilizzo contro il genere umano. Tuttavia, effetti devastanti molto più elevati ed un maggior impatto ambientale, possono essere ottenuti con il loro uso contro il bestiame. Su tali basi, esiste un ben più grande numero di armi bioterroristiche, che possono essere usate.
Il veloce rilevamento nell'ambiente di un agente biologico, consente uno specifico e repentino trattamento e lascia il tempo per un'efficace profilassi. Sfortunatamente non esistono sistemi attendibili di rilevamento per agenti biologici. Inoltre, un cosi veloce accertamento di un attacco, richiede una completa conoscenza da parte di medici e veterinari delle sindromi cliniche associate ai vari agenti biologici ed anche su questo non si può fare affidamento.

Un' ideale arma bioterroristica ha le seguenti sei caratteristiche:
     È poco costosa e facile da produrre
     Può essere aerosolizzata (da 1 a 10 micron)
     Sopravvive alla luce del sole, al calore ed alla disidratazione
     Causa malattie letali o disabilitanti
     Si trasmette da persona a persona o tra animali
     Non esistono trattamenti né profilassi efficaci.

Esistono molti patogeni biologici per gli esseri umani. Un manuale guida della NATO sulla difesa contro la guerra biologica, cita 39 agenti, che includono batteri, virus, rickettsie, e tossine che possono essere usati come armi biologiche.
Quando gli USA hanno avuto un programma di ricerca sulla guerra biologica, Bacillus antrace, Tossina Botulinica, Francisella tularensis, Brucella suis (brucellosi), Virus dell'Encefalite Equina Venezuelana (VEE), Enterotossina Stafilococcica B e Coxiella burnetti (febbre di Q) sono stati prodotti per rifornire le munizioni.
L'ex Unione Sovietica, ha considerato, tra gli altri, vaiolo, peste, antrace, tossina botulinica, virus dell'encefalite equina, tularemia, febbre di Q, melodiosi e tifo.

Basandoci su tali specie sviluppate per la guerra biologica, i principali candidati per un arma biologica sono:
     Vaiolo
     Antrace
     Tossina botulinica
     Aflatossine (carcinogeni prodotti da muffe)
     Clostridium perfringens (causa il "gas gangrena")
     Brucellosi
     Colera
     Virus della febbre emorragica di Congo-Crimea (CCHF)
     Virus della febbre emorragica Ebola
     Pseudomonas pseudomallei (causa la Meliodosi)
     Febbre di Q
     Virus della Febbre Rift Valley
     Saxitossine (neurotossine prodotte da dinoflagellati marini)
     Enterotossina Stafilococcica B (esotossina prodotta dallo Staf. aureus)
     Micotossine Tricotecene (prodotte da funghi)
     Tularemia (causata dalla Francisella tularensis)
     VEE
     Peste (causata dalla Yersinia pestis)
     Ricina (tossina glicoproteica estratta dai semi della pianta del ricino)

Nel caso di bio-terrorismo, può essere utilizzato un maggior spettro di specie.
Per esempio, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti (CDC), citano anche alcune minacce per la sicurezza degli alimenti, come Salmonella, E- coli O157 e Shigella.

Un biocida, quindi, in grado di affrontare una cosi ampia gamma di specie, possibile oggetto di guerra batteriologica, dovrebbe pertanto possedere un vasto spettro di attività.
Considerato che tali agenti potranno essere diffusi in uno svariato numero di ambienti, un biocida efficace anche in presenza di sporco è assai preferibile.
Dovrebbe essere inoltre in grado di disattivare micotossine e tossine proteiniche.

Il PeraSafe, nella sua qualità di biocida ossidativo, è in grado di soddisfare pienamente tali funzioni.
Il PeraSafe è disponibile in polvere, è facile da trasportare e molto stabile per lo stoccaggio, se comparato con l'acido peracetico.
È inoltre ideale per le riserve strategiche ed è facilmente trasportabile sul campo.

A cura di:
Dr. Vince Croud Technical Director Antec International Limited