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Campylobacter

La Campylobatteriosi è un malattia provocata dalla presenza dei Campylobatteri. Questi microrganismi sono generalmente ritenuti, come  la più frequente causa di gastroenteriti, in tutto il mondo. L’elevata incidenza della diarrea da Campylobacter, così come la sua durata e le possibili conseguenze, determinano l’importanza delle sue ripercussioni socio-ecomoniche. In quasi tutti i Paesi industrializzati, l’incidenza delle infezioni da Campylobacter ha subito un continuo incremento per svariati anni. Le ragioni di tutto ciò, sono ancora sconosciute.
Nelle infezioni da Campylobacter, i sintomi clinici più frequenti comprendono, diarrea (spesso con sangue nelle feci), spasmi addominali, febbre, mal di testa, nausea e/o vomito. I sintomi tendono a scomparire da tre a sei giorni dopo. Nei Paesi industrializzati, questa infezione raramente evolve con esito fatale, ciò è di solito limitato a pazienti molto giovani o molto vecchi, oppure a quelli, la cui salute è già compromessa da altre gravi patologie come, ad esempio, l’AIDS. Nelle Nazioni in via di sviluppo, invece, l’infezione è particolarmente frequente nei bambini al di sotto dei due anni e, spesso, causa la morte.
Sono inoltre state accertate, con vari livelli di frequenza, complicazioni conseguenti ad infezioni da Campylobacter, come batteremie, epatiti, pancreatiti (rispettivamente infezioni del sangue, del fegato e del pancreas). Le complicazioni post-infezione, possono comprendere artrite reattiva e disordini di carattere neurologico, come la sindrome di Guillan-Berrè, una forma di paralisi simile alla poliomielite, che può sviluppare gravi disfunzioni respiratorie e neurologiche e portare anche alla morte in un ristretto, ma comunque significativo, numero di casi.
I batteri di Campylobacter, assumono nella maggior parte dei casi una forma a spirale, ma anche una forma ad S od una forma ricurva, oppure a bastoncino. Ci sono 16 specie e 6 sottospecie attribuite al genere Campylobacter, fra le quali, quelle che più frequentemente infettano gli esseri umani sono, il C. jejuni ed il C. coli. Si ritiene che la dose infettante di C. jejuni sia molto bassa. Alcuni studi sull’alimentazione umana suggeriscono che, per certe persone, sono sufficienti solo 400-500 batteri per causare la malattia, mentre per altri, ne sono necessari un numero maggiore. Uno studio relativo all’alimentazione umana, condotto su alcuni volontari, indica che la sensibilità individuale determina i diversi gradi di dose infettante. I meccanismi patogeni del C. jeuni, non sono stati ancora completamente compresi, è comunque chiaro che produce una tossina termolabile che può causare diarrea. Il C. jejuni può essere anche un organismo invasivo. Anche il C. laridis ed il C. upsaliensis sono classificati come patogeni primari, ma sono una causa meno frequente di infezione, negli esseri umani.
I Campylobatteri sono largamente diffusi nella maggior parte degli animali a sangue caldo, sia domestici, sia di allevamento, sia selvatici. Si trovano, prevalentemente in tutti gli animali destinati all’alimentazione come, pollame, suini, ovini, ostriche e molluschi, oltre che negli animali domestici, compresi cani e gatti. La Campylobatteriosi è classificata come zoonosi, un’infezione che si trasmette agli uomini, attraverso gli animali od i prodotti di origine animale. I Campylobatteri causano raramente malattie negli animali.
Generalmente si ritiene che la principale modalità di trasmissione avvenga attraverso il cibo, come la carne poco cotta ed i prodotti a base di carne, così come la carne cruda od il latte contaminato. Anche l’ingestione di acqua contaminata o di ghiaccio può provocare l’infezione. La prevenzione dalle infezioni richiede, quindi, l’adozione di misure di controllo in tutti i livelli della catena alimentare, dalla produzione agricola fino al processo di preparazione e manipolazione degli alimenti, negli stabili commerciali e nell’ambiente domestico. Le misure preventive da applicare in cucina sono assimilabili a quelle in uso per le altre infezioni batteriche alimentari.

Il Virkon ed il PeraSafe, sono stati testati e si sono dimostrati efficaci contro il Campylobacter, il Virkon è inoltre approvato dall’EPA per la lotta a questo patogeno. La soluzione di Virkon all’1% è sicura e facile da usare sia aerosolizzata che nebulizzata sulle superfici; inoltre pulisce e disinfetta contemporaneamente. Entrambe le soluzioni rispettano l’ambiente.

Test di efficacia Virkon

ORGANISMOGENEREMETODODILUIZIONEPAESE
Campylobacter coliStrain 1691:100Svezia
Campylobacter jejuniStrain 1691:100Svezia
Campylobacter jejuniATCC 29428AOAC Use-dilution1:100USA
Campylobacter pyloridisGBL775AOAC protocol1:100USA


Test di efficacia PeraSafe

ORGANISMO            GENERE       METODODILUIZIONE
Campylobacter jejuniNTCC 11322prEN 1656, 5 min contact time16,2 gr/lt

A cura di:
Dr. Vince Croud, Technical Director, Human Health, Antec International Ltd a DuPont Company