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Rubella virus

Il virus Rubella (Rosolia) fu isolato per la prima nel 1962 e classificato come appartenente alla famiglia dei togavirus, genere Rubivirus. È un virus rivestito, ad RNA, il cui unico ospite è l'essere umano. La R. è causata da un virus diverso da quello che provoca il normale morbillo. L'immunità verso la R. non protegge dal morbillo e viceversa.
La R. è una malattia non grave ma altamente contagiosa causata da un virus. È caratterizzata da eruzioni cutanee, ingrossamento delle ghiandole e, specialmente negli adulti, da dolori articolari. Le eruzioni cutanee durano circa tre giorni e possono essere accompagnate da una leggera febbre. Altri sintomi come, mal di testa, perdita di appetito e gola infiammata sono comuni sia su adulti, che su adolescenti e bambini. Talvolta può anche non manifestarsi alcun sintomo.
Non vi sono frequenti complicazioni con la R. che tuttavia tendono a manifestarsi più di frequente negli adulti che nei bambini. In più del 70% delle donne adulte che contraggono la R. può insorgere un'artrite, evento invece raro nei bambini e nei maschi adulti. I dolori articolari tendono a presentarsi contemporaneamente o poco dopo la comparsa delle eruzioni cutanee e possono rimanere per più di un mese. Cronicizzazioni sono invece rare.
Encefaliti (infiammazione del cervello) si verificano in 1 caso su 5.000, più frequentemente negli adulti (specialmente femmine) che nei bambini. La mortalità relativa è stimata in una percentuale che varia dallo 0 al 50%. Episodi emorragici si manifestano approssimativamente in 1 caso ogni 3000.
La R. rappresenta una seria minaccia per il feto, se la madre dovesse contrarre la malattia durante la gravidanza. Durante un'epidemia di R negli anni 1964-65 nacquero più di 20.000 bambini con difetti fisici. La stessa epidemia causò inoltre almeno 10.000 fra aborti e bambini nati morti.
Fin dal 1969, quando divenne disponibile un vaccino per la R., i bambini sono abitualmente sottoposti vaccinazione, aiutando in tal modo a prevenire l'insorgere della malattia nei soggetti sensibili, come le donne incinte. La maggior parte delle donne in gravidanza immuni lo sono o perché sono state già vaccinate o perché hanno già contratto l'infezione in gioventù. Grazie alla grande diffusione del vaccino, sono ormai rari difetti alla nascita. Tuttavia, considerato che ancora si verificano piccole epidemie di R., il rischio potenziale per le donne incinte, continua ad esistere. Circa due donne in gravidanza, su dieci sono sensibili alla Rubella.
Approssimativamente, il 25% dei bambini, le cui madri hanno contratto la R. durante il primo trimestre di gravidanza vedono la luce, i con uno o più difetti, il cui insieme è definito come sindrome congenita da rubella. (CSR). Questi difetti comprendono: difetti oculari (riduzione della capacità visiva o cecità), difetti all'udito, malformazioni cardiache, ritardo mentale e meno frequentemente, paralisi cerebrale. Possono esserci anche molti altri problemi come lesioni spinali, pneumonia, letargia, irritabilità, problemi al tono motorio, disabilità motorie, e posture anormali.
Molti bambini affetti da CSR imparano lentamente a camminare e a compiere anche semplici mansioni. L'infezione causa, di frequente, aborti e natimortalità. Nelle infezioni invece contratte nelle prime settimane del secondo trimestre di gravidanza, il rischio di CSR scende attorno all'1% ed è ancora più raro il rischio di difetti di nascita, quando l'infezione da R. è contratta dalla madre dopo le 20 settimane. Alcuni bambini infetti, hanno problemi di salute non duraturi. Ad esempio, possono nascere sottopeso od avere problemi di alimentazione. Il virus si diffonde da persona a persona per via aerea. Il contagio è più frequente quando sono presenti le eruzioni cutanee, ma può essere diffuso da 7 giorni prima fino a 5-7 giorni dopo la comparsa delle bolle.
Considerato che la trasmissione del virus avviene per via respiratoria, il primo sito dell'infezione sono le prime vie aeree. Il virus si riproduce localmente (cellule epiteliali, linfonodi) passando successivamente alla viremia (trasmissione per via ematica) e diffondendosi agli altri tessuti. Il risultato è lo sviluppo dei sintomi.
Il periodo di incubazione della R. è di circa 2 settimane. I sintomi sono spesso di leggera entità e nel 20-50% dei casi possono esse sub-clinici od non apparenti. Nei bambini, le bolle sono generalmente la prima manifestazione. Nei più grandi, precedono la comparsa delle bolle, una leggera febbre, malessere, sintomi alle prime vie respiratorie e rigonfiamento dei linfonodi. Di solito le bolle compaiono prima sul viso poi di diffondono dalla testa ai piedi. Scompaiono dopo circa tre giorni e sono occasionalmente pruriginose.
Il Virkon è stato testato e si è dimostrato efficace contro i Togaviridae, il gruppo virale che comprende la Rubella.

Test di efficacia Virkon

ORGANISMOGENERE           COMMENTIDILUIZIONENAZIONE
Lelystad virusUK Yeast Method1:700England
West Nile virus1:250Nigeria
Yellow fever virusIBAN 40671:250Nigeria
Bovine viral diarrhoea virusIBH 43913EPA DIS/TSS-71:100USA
Equine arteritis virusATCC VR 5341:350England
Equine arteritis virusATCC VR 796DIS/TSS-71:100USA
Classical Swine Fever virusUK yeast method1:150England

A cura di:
Dr. Vince Croud, Technical Director, Human Health, Antec International Ltd